venerdì 1 marzo 2013

il gioiellino


La cineteca politica di Resistenza Internazionale
di Giulia Pirrone

Tra l'avvicinarsi delle elezioni ed il Festival della canzone italiana, l'ennesima gaffe sconcia di B., l'abbandono del Papa ed il presunto uxoricidio di Pistorius, possiamo dire che le ultime due settimane sono state ricche di eventi.

Eppure tutti questi temi non mi rievocavano altri titoli se non le avventure di Pierino o qualche thriller targato USA sulla pratica dell'esorcismo. Poi ecco che mi e' venuto in soccorso un evergreen nostrano, la truffa, in questo caso quella dei vertici del Monte dei Paschi di Siena, che mi ha riportato alla memoria il crac Parmalat,  di recente portato sugli schermi da Antonio Molaioli.

Il film e' uscito nel 2011 ed e' stato ricevuto in maniera abbastanza tiepida da pubblico e critica, nonostante vanti partecipazioni d'eccezione, come quelle di Remo Girone e Toni Servillo che figurano tra i protagonisti, e Theo Teardo, fra i più reputati compositori cinematografici del momento.

Il Gioiellino racconta le vicende del crac della Parmalat dal punto di vista di Tanzi e del suo collaboratore Tonna (rispettivamente Girone e Servillo), descrivendoli come 'reperti archeologici dell'Italia democristiana' piu' che come capitalisti rapaci. Ed i fatti sono descritti in maniera semplice in modo da far capire lo scandalo a qualsiasi tipo di spettatore.
La morale della favola e' il quesito posto con stupore che interroga su come tutto ciò sia potuto accadere, come se effettivamente i responsabili non fossero pienamente consapevoli delle possibili ripercussioni delle loro azioni.
Ed e' forse per questo atteggiamento ambiguo nei riguardi dei protagonisti, in cui molti intravedono un'assoluzione da parte di Molaioli dei personaggi, che il film e' stato recepito freddamente dalla critica.

Ad ogni modo Il Gioiellino e' la prima opera cinematografica italiana che affronta il rapporto tra finanza ed economia, e peraltro focalizzandosi su eventi ben precedenti l'esplosione della crisi 2006/2007.















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